
Lo stress è ormai entrato nella conoscenza popolare, così sempre più persone si domandano come gestire lo stress. Vediamo con questo articolo di offrire qualche suggerimento.
Negli articoli precedenti [Ipoadrenia relativa] [Tipologia dello stress] [Sindrome generale di adattamento] [Kinesiologia applicata e allostasi] abbiamo approfondito i meccanismi fisiologici dello stress. Ora cercheremo insieme di considerare alcune strategie pratiche per migliorarne la gestione, affronteremo il tema prima di tutto dalla prospettiva umana, contestualizzando la gestione dello stress nella quotidianità. Per adesso niente esercizi, ma alla fine dell’articolo troverai il cardine centrale della gestione dello stress, necessario a rendere produttivi non solo i suggerimenti che sto per offrirti ma qualsiasi pratica o esercizio finalizzato al benessere psicofisico!
IL PROBLEMA DELLO STRESS
Per capire come gestire lo stress cominciamo con l’inquadrare il problema di fondo: di norma, nel senso comune vi è la tendenza a considerare lo stress come il problema centrale; ma se hai letto gli articoli precedenti ti sarai certamente accorto che il dilemma non risiede nello stress, in quanto si tratta di una condizione fisiologica naturale e perciò utile.
L’utilità dello stress risiede nelle sue implicazioni evoluzionistiche, infatti è proprio la risposta fisiologica allo stress che garantisce ad un organismo vivente complesso, come l’essere umano, di adattarsi alle variazioni ambientali e di conseguenza evolversi funzionalmente ad esse. Questo meccanismo risponde a imperativi biologici arcaici di autoconservazione e, in quanto arcaici, risentono dei tempi storici. Infatti, il problema risiede nel carico di stress e nella capacità di gestirlo rispetto al periodo in cui si vive: i tempi moderni attuali hanno caratteristiche molto diverse da quelli esperiti dall’uomo primitivo. I nostri antenati erano più a contatto con i ritmi naturali, a cui il corpo si trovava perfettamente allineato. Oggi invece, viviamo ritmi artificiali scanditi dalla tecnica non dalla natura: certamente abbiamo guadagnato confort e comodità ma stiamo pagando un prezzo evolutivo necessario per adattarci ai nostri stessi artifizi: il nostro corpo è ancora impostato sui ritmi della natura e attualmente, generazione dopo generazione, cerca di impostarsi sui ritmi moderni, artificiosi, della tecnica. C’è da dire che non sappiamo con certezza se questo salto evolutivo avverrà o se a lungo andare gli imperativi biologici della natura prevarranno riportandoci a vivere a contatto con essa; personalmente sono orientato a pensare per la seconda possibilità: alla fine, come Prometeo, saremo costretti ad ammettere che la nostra tecnica non può nulla contro la forza della natura. Staremo a vedere.
Fatto sta che adesso, i ritmi della tecnica comportano un carico di stress non molto alto rispetto a quello dei nostri antenati, che affrontavano animali feroci, la fame e si dovevano proteggere fisicamente da pericoli tangibili, il nostro stress moderno è subdolo, continuo e inesorabile come la tortura cinese della goccia.
Nei secoli addietro la gestione dello stress avveniva in modo spontaneo: un’animale feroce insegue un uomo, questo scappa e si rifugia su un albero, l’animale feroce se ne va e l’uomo a tempo di rilassarsi e recuperare [vedi ipoadrenia relativa]; oggi invece lo stato di allerta e ipervigilanza è una costante della nostra vita, in una certa misura tutti sperimentano questa condizione di stress continuo. Ecco che la sua gestione diventa qualcosa di più ponderato, strategico. A causa dei ritmi serrati imposti dagli apparati tecnici abbiamo la percezione di non avere il tempo di tirare il fiato, così la gestione dello stress non è più un meccanismo spontaneo ma richiede la conoscenza degli elementi fondamentali dei suoi processi fisiologici: per questo è necessario imparare a gestire lo stress conoscendo bene i suoi meccanismi e sulla base di questi stabilire delle strategie intelligenti di lavoro su se stessi, cominciando dalla distinzione fra stress reale e stress presunto.
E’ vero, non si tratta di una cosa semplice; perché gestire lo stress significa mettere in discussione, almeno all’inizio, molti aspetti del proprio stile di vita, cosa per molti fastidiosa: cambiare stile di vita significa modificare abitudini e all’animale umano, che sguazza nelle abitudini, questa prospettiva piace poco.
Ma esiste anche un’altra soluzione, non tanto per evitare la prima quanto per renderla più accessibile, si tratta di imparare a rapportarsi agli eventi stressanti in modo diverso, mettere in atto un lavoro su se stessi consapevole. Ora vediamo come.
PER GESTIRE LO STRESS MIGLIORA IL TUO RAPPORTO CON GLI EVENTI
Spesso diamo importanza eccessiva a cose o situazioni che in fondo potrebbero essere affrontate con più leggerezza. Ed è proprio dal senso di importanza che si può partire, per farlo è fondamentale informarsi (da informare, dare forma), ovvero formare dentro di sé un nuovo modo di vedere le cose, una mappa più comoda per rapportarci alle vicende del nostro mondo. Per farlo, la cosa più semplice è leggere: esistono molti testi adatti a questo scopo come l’articolo che stai leggendo o il mio libro “Ricordati di te” che puoi trovare cliccando [QUI]; insomma, per farsi un nuovo punto di vista sulla realtà bisogna studiare un po’, in fondo i manuali di autoaiuto servono proprio a questo scopo. Tuttavia è bene tener presente come la guida di un terapista sia fondamentale: non sempre è sufficiente il lavoro autonomo, in fondo, siamo animali sociali. Perciò se durante il tuo iter informativo di letture, video, seminari, etc… ti accorgi che i contenuti con cui vieni in contatto ti mettono ulteriori disagi, conflitti e stress contatta tempestivamente un terapeuta, può essere un bravo psicologo oppure un kinesiologo come il sottoscritto, l’importante e trovare una persona con cui ti senti in risonanza, metti sempre in primo piano la dimensione umana, quando ti senti in sintonia sul piano empatico allora guarda le tecniche specialistiche adottate dal professionista.
Inoltre è molto utile informarsi anche sulla natura profonda degli eventi: spesso lo stress “prende alla gola” perché si conoscono poco approfonditamente i contenuti e i retroscena di una data situazione. La disponibilità ad informarsi in prima persona garantisce gli strumenti utili per gestire oltre allo stress le situazioni in sé: per esempio, un divorzio può essere fonte di enorme stress, per molti motivi economici, esistenziali, di relazione, etc… Ma la disponibilità ad informarsi, rinunciando a basarsi solo sul sentito dire, consultando un avvocato o più avvocati se necessario, può offrire linee di azione inaspettate. Mi ricordo di una cliente disperata perché pensava di non riuscire a divorziare a causa dei costi elevati, dopo averla invitata ad informarsi meglio, scopri che poteva fare tutto in autonomia presso il comune, gratis – non ricordo i dettagli ma il succo per intenderci è questo – immagina il sollievo dei questa persona e tutto le stress che avrebbe risparmiato se avesse avuto fin da subito la spontanea tendenza ad informarsi prima di trarre conclusioni basate sulle opinioni degli altri. Il tuo contesto è unico, impara ad informarti, cioè a dare forma alle tue azioni in relazione alla tua esperienza personale, unica. Ci sono molti altri esempi di stress relativo a situazioni di umano vissuto, come i debiti, anche qui esistono conoscenze e retroscena che possono ribaltare completamente una situazione apparentemente disperata, basta informarsi ed essere disponibili a mettere in discussione tutto ciò che si presume di sapere, allo scopo di trovare la soluzione giusta per la propria situazione. Ed ecco che lo stress è già ridotto della metà. Approfondirò il discorso sullo stress finanziario in un’altro articolo, per ora se desideri soluzioni ad un problema in questo ambito, visita il sito del nostro collaboratore NovaTherapy [Dott. Francesco Carrino].
PENSA ALLE SOLUZIONI PER GESTIRE LO STRESS
Eccoti subito un modo pratico che puoi provare adesso: impara a mettere tra parentesi la tendenza a pensare secondo problemi dando spazio al pensiero secondo soluzioni: quante volte capita di relazionarsi con persone che ad ogni possibile soluzione trovano subito un altro problema, magari se ti osservi puoi accorgerti che anche tu in certi momenti pensi proprio così. E siccome il pensiero è spesso l’anticamera dell’azione, dare importanza alla dimensione problematica implica azioni coerenti con questa linea di pensiero e, risultato, ti trovi con più problemi. Prova invece a ribaltare il processo: ogni volta che ti relazioni con situazioni o persone che ti causano problemi cerca di trovare la soluzione utile per te lasciando andare il pensiero “problematico”: evita i problemi, pensa alle soluzioni!
Il pensiero problematico è quello che crea problemi su problemi senza mai dar spazio alle soluzioni possibili. Se osservi te stesso e gli altri puoi riscontrare facilmente come spesso siamo maestri a creare problemi, anche quando di fatto non ci sono. Lo facciamo perché ci identifichiamo troppo con la “testa” e poco con il corpo. Le soluzioni sono costituite da atti, azioni protese verso uno scopo indicato dalle coordinate di un problema centrale, vedremo meglio questo argomento nel prossimo articolo.
RILASSATI PER USARE AL MEGLIO LE TUE FACOLTÀ
Inoltre, per gestire lo stress, devi sapere una cosa importante, una delle funzioni della nostra “testa”, ovvero la mente, è proprio quella di anticipare gli eventi sulla base delle esperienze passate, vale a dire che per la mente è prioritaria l’autoconservazione: perciò se nel passato hai sofferto, la tua mente registrerà il fatto e tenderà ad anticipare i potenziali eventi futuri sulla base di quel ricordo; e innescherà uno stato di allerta, finalizzato ad evitare qualsiasi situazione che possa anche solo avvicinarsi alla ripetizione di quel’esperienza sgradevole. Lo stato di allerta sarà presente fino a quando non saranno riorganizzati i parametri di riferimento, la famose mappa con cui ti rapporti agli eventi e il modo di pensare, ricordi?
Di per sé questo meccanismo ha la sua utilità, serve come protezione, ma abbiamo detto che questa è solo una delle tante funzioni della nostra mente, delle più antiche fra l’altro. L’esistenza non consiste solo nel proteggersi dai pericoli, c’è molto di più! Ora concludiamo con il passo fondamentale, il cardine centrale su cui si reggono tutti gli altri suggerimenti indicati nei paragrafi sopra.
GESTIONE DELLO STRESS: IL CARDINE FONDAMENTALE
- Il nostro cervello è un complesso network di funzioni interconnesse che persegue motivazioni psicobiologiche fondamentali, dalle più primitive alle più raffinate. Sotto stress, cioè quando siamo in stato di ipervigilanza e allerta, le aree della mente che si attivano in automatico sono quelle primitive deputate ai meccanismi di sopravvivenza. Su questo scenario le nostre motivazioni intrinseche saranno relative a stati emotivi di rabbia e aggressività allo scopo di proteggerci attraverso la lotta, oppure di paura per fuggire il pericolo. Ma come abbiamo visto, nella vita moderna, le minacce sono spesso presunte e quello che percepiamo come stress non è tanto la situazione reale quanto l’effetto della paura: temiamo possa accadere qualcosa di peggio. Ma se nonostante le difficoltà della vita siamo in grado di restare rilassati e lucidi, il nostro cervello ha accesso con più facilità a funzioni superiori nobili, relative a motivazioni più elaborate in cui i meccanismi primitivi sono orchestrati in modo armonico con le capacità creative innate di cui disponiamo, a cui possiamo accedere solo se siamo rilassati.
- Perseguire il rilassamento è il punto centrare della gestione dello stress, per approfondire ti consiglio di leggere le sezioni del sito dedicate al [ciclo neurovascolare] per comprendere a fondo cosa c’è dietro al rilassamento e del perché è così importante imparare o re-imparare questo tipo di “comportamento”.
Tecniche come la [bioenergetica craniosacrale], la [neuroacustica], la meditazione o il semplice riposo rilassato come fare attività rinfrancanti in cui si stacca la mente e si privilegia il corpo, una passeggiata per esempio, sono pratiche molto utili per ritrovare il contatto col proprio corpo favorendo le capacità personali di gestione dello stress mondano.
articolo di:
Fabio Valenzisi
Le informazioni contenute in questo post non sono indicazioni o prescrizioni mediche, hanno il solo scopo di informare. Al fine di agire nel rispetto del proprio corpo è bene farsi seguire da operatori del benessere accreditati e consultare sempre il proprio medico.
Se desideri essere messo in contatto con un medico specializzato in medicina integrata e olistica, uno dei nostri kinesiologi o direttamente con l’autore contattaci, saremo lieti di consigliarti gratuitamente sui professionisti della nostra rete di contatti.
Correlati