CHI SIAMO

novatherapy


NovaTherapy.it è un blog tecnico-scientifico che adotta un approccio integrato per trattare temi di benessere e salute attraverso la prospettiva delle arti kinesiologiche applicate, psicologia, biologia integrata, filosofia e arti olistiche. La nostra mission è diffondere in Italia la conoscenza di tutti gli orientamenti kinesiologici, con un ottica scientifica e multidisciplinare nell’ambito bionaturale del Benessere e della salute; allo scopo di promuovere in scienza e coscienza l’autentica cultura Olistica. Per fare ciò, grazie all’impegno di Fabio Valenzisi, è nato questo spazio online sul quale condividere materiale originale di prima mano e diffondere eventi culturali e formativi.
Perché proprio la Kinesiologia? Perché crediamo che la comprensione dell’essere umano risieda nella prima di tutto nelle sua natura soggettiva ed espressiva; dove i muscoli, nel loro senso otologico, rappresentano i mediatori fondamentali del nostro essere nel mondo, “i veicoli dell’Anima”.
Per questi motivi l’approccio NovaTherapy è attento alla soggettività dell’Altro, al dialogo intersoggettivo e all’espressività dell’individuo, prima di tutto attraverso una Kinesiologia rinnovata non solo nella metodologia pratica clinica, ma soprattutto nei suoi concetti teorici fondamentali. Pensiamo che questo sia il miglior modo per avvicinarci alla comprensione dell’essere umano e in modo particolare a quei disagi psicofisici lo affliggono, spesso privi di riscontro oggettivo da parte delle discipline ortodosse.
Il nostro scopo portante è aiutare le persone a trovare soluzioni naturali al malessere. Rivolgendoci prima di tutto a quelle persone sofferenti che, pur avendo fatto tutto il necessario per stare meglio; nonostante infinite diagnosi e terapie ortodosse, continuano a vivere nel malessere.


Fabio Valenzisi NovaTherapy®

Fabio Valenzisi
Fondatore del progetto NovaTherapy® e Kinesiologo Professionista


Sono kinesiologo e docente di kinesiologia olistica applicata, esperto in kinesiologia educativa, kinesiologia psicoapplicata e studioso di filosofia.
Insegno fondamenti di kinesiologia applicata, kinesiologia emotiva, teoria e pratica metodologica presso la scuola di kinesiologia olistica applicata, A.I.A.K.O. Sono autore del libro “Ricordati di te”.
Amministratore del Blog novatherapy.it e fondatore del modello operativo multidisciplinare NovaTherapy®

Al di là delle presentazioni formali, desidero ritagliare un piccolo spazio per raccontare la storia di www.novatherapy.it.

Tutto ha inizio circa vent’anni fa, quando ancora alle prime armi muovevo i primi passi come kinesiologo professionista. Avevo terminato la prima parte della mia formazione in kinesiologia e cranio sacrale così, incoraggiato dal mio insegnate di allora, iniziai a praticare aprendo il mio primo studio di kinesiologia.

Era la prima esperienza come professionista autonomo che rende conto solo a se stesso. E si sa, quando si inizia un percorso del genere l’entusiasmo è tanto quanto le paure. Tuttavia, con l’impegno, qualche errore e tanta tenacia sono riuscito ad affermarmi: la clientela aumentava e con essa anche i problemi delle persone da aiutare. Ad oggi posso dire di aver praticato all’incirca 30.000 ore di kinesiologia, su circa 4000 soggetti nell’arco di 20 anni.

A un certo punto della mia carriera professionale mi resi conto di un fatto singolare: tante persone si rivolgevano a me come “ultima spiaggia”, fatto che tutt’oggi accade. Presentavano malesseri complessi che le cure ortodosse non riuscivano a risolvere.
Appena presi coscienza di questo fatto cominciai a discuterne con alcuni colleghi, i quali confermavano la stessa mia esperienza: come me, avevano molte persone che si affidavano a  loro e alla kinesiologia come ultima speranza.
All’inizio fui molto perplesso, mi chiedevo come fosse possibile che persone così sofferenti e “incasinate” si affidassero a me: io, un “alternativo della salute”; un “eretico” esperto in kinesiologia, disciplina che allora non era nemmeno regolamentata. Sono consapevole che quando si soffre le si prova tutte nella speranza di un barlume di sollievo, ma la cosa curiosa è che queste persone avevano veramente fatto tutto il necessario: visite mediche, esami, diagnosi; consulti con specialisti, visite di luminari, terapie e trattamenti di ogni sorta. Come è possibile che nessun medico, nessun emerito professore e specialista avesse trovato anche solo un piccolo rimedio? Eppure, oggi come allora, tanti si trovano nella situazione in cui nonostante il malessere, sono proprio i medici a diagnosticare loro uno stato di salute nella “norma”; nella migliore delle ipotesi la risposta alla domanda “cosa posso fare per star meglio” è: “mi spiace, ma deve conviverci!”.

Molte di queste persone le ho aiutate trovando il modo – grazie al mio approccio kinesiologico – di dare sollievo e in certi casi di risolvere definitivamente il problema posto. Ricordo di un ragazzo con problemi complessi alla schiena. Gli era stato detto dai medici che non avrebbe più potuto giocare a calcio, e per di più avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento. Venne da me scoraggiato, tanto per provare una strada differente: la famosa “ultima spiaggia”. Così, mi impegnai applicando le mie conoscenze e dopo qualche settimana di kinesiologia tornò in forma. Il problema alla schiena non era completamente sparito ma il dolore si attenuò così tanto che il ragazzo tornò a giocare a pallone. A quei tempi non mi sapevo spiegare il perché di queste strane dinamiche del corpo, appaiono quasi magiche a raccontarle. Ma oggi posso dire di aver compreso qualcosa: l’essere umano possiede risorse innate invisibili al paradigma medico ortodosso; per vederle è necessario cambiare il punto di vista, adottarne uno diverso.
Tuttavia, per altrettante persone, invece non ho potuto fare molto e purtroppo a quel tempo non possedevo le risorse di oggi per offrire una prospettiva multidisciplinare di miglioramento. Per queste persone, forse, sono stato proprio l’ultima spiaggia.

Col passar del tempo, lo studio e la costante ricerca, proprio grazie ai fallimenti avuti coi soggetti a cui non ho saputo trovare rimedio, mi sono reso conto che il problema non sta nell’incompetenza dei metodi ortodossi sanitari: troppo facile ridurre tutto a questo. La mia etica mi ha sempre impedito di considerare la medicina, e soprattutto i medici come incapaci dispensatori di farmaci che seguono protocolli preconfezionati, come molti pensano. Il medico, come qualsiasi professionista sanitario, segue un preciso paradigma operativo: se il caso in esame rientra dentro questo paradigma allora il medico riesce a inquadrare il problema e a indicare una cura; ma se non rientra in questo paradigma di riferimento, il professionista sanitario di turno, di fatto, non possiede gli strumenti concettuali per agire e dunque aiutare la persona portatrice del caso; non per incompetenza ma per mancanza di strumenti conoscitivi paradigmatici adeguati alla comprensione di situazioni atipiche e/o straordinarie.
Pertanto, il problema sta nel paradigma adottato per applicare le competenze acquisite, ovvero il punto di vista con cui si applicano gli strumenti tecnici in possesso.

Fu proprio questo scenario vissuto da moltissimi miei clienti a mettermi sulla strada verso una possibile soluzione. Per quanto, anche se sono kinesiologo e il mio lavoro consiste nel trattare il benessere e non le patologie, ricevere così tante persone in difficoltà mette di fronte alla propria umana etica e dunque all’impulso umano di aiutare. Furono queste esperienze, unite al desiderio di offrire non solo rimedio alla sofferenza ma anche prospettive, a darmi la spinta per fare quello che pochi della mia categoria fanno: trovare professionisti ortodossi come medici e psicoterapeuti che fossero disponibili a lavorare con me. Non per mandarmi i clienti, ma perché io potessi mandarli a loro quando il problema della persona fosse così particolare e complesso da richiedere un approccio più ampio, multidisciplinare e retto da un modello conoscitivo di riferimento differente: un paradigma olistico-scientifico dove venga rispettata la soggettività vissuta dell’Altro in quanto individuo unico e irripetibile, adattando su questa le metodologie tecniche. Una visione della salute e del benessere in cui è il soggetto sofferente a dispiegare i protocolli operativi e non il contrario: quando sono i protocolli a definire un casellario in cui incasellare il soggetto; ma cosa succede quando al professionista manca la casella di riferimento dove inserire il soggetto? La persona resta smarrita, abbandonata a se stessa. L’approccio NovaTherapy® intende proprio sostenere queste persone affinché possano trovare nuove prospettive di benessere nella kinesiologia; e allo stesso tempo sapere di poter contare anche su una rete multidisciplinare formata da professionisti sanitari, evitando così quel senso di abbandono e smarrimento che brucia ogni speranza.

E così passo dopo passo ho cominciato a costruire la rete di professionisti NovaTherapy®, in modo da poter offrire ai miei cliente qualcosa di più di “un’ultima spiaggia”.

Oggi la rete NovaTherapy® è in costante espansione, costituita da professionisti orientati verso una visione olistica comune, seria e professionale. Questo rende NovaTherapy® qualcosa di più di un approccio kinesiologico, di una rete multidisciplinare di professionisti, di un blog di informazione; NovaTherapy® è prima di tutto un paradigma d’avanguardia dove scienza, coscienza e umanità convergono, offrendo al cliente un approccio diverso al suo malessere che oltre ad essere tecnico è anche educativo: perché non solo il professionista deve essere consapevole del paradigma adottato, ma anche il cliente. E in certi casi, quest’ultima, è una condizione essenziale affinché possano strutturarsi solide basi per un percorso terapeutico concreto di ritorno al benessere e alla salute.

Nell’ambito delle discipline ortodosse per la salute, ma anche nell’ambito delle discipline olistiche bionaturali, si è consolidata la tendenza a considerare le persone degli oggetti di studio da riportare alla normalità o da riequilibrare. I professionisti NovaTherapy® sanno che ogni essere umano va innanzitutto considerato un Soggetto d’Esperienza, responsabile e degno di rispetto, che come tutti può conquistarsi e mantenere il suo benessere ottimale, a patto di essere rispettato in quanto soggetto unico e irripetibile, soprattutto quando lo stato di malessere diventa qualcosa di diverso dal “semplice guasto meccanico” comunemente conosciuto con il nome di patologia.

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