
Sono sempre di più le persone che si interessano di crescita personale, ma cosa si intende con questo concetto? In effetti preso cosi com’è il suo significato può apparire ambiguo: in che senso crescita personale? Esistono diversi livelli su cui si può lavorare per favorire uno sviluppo evolutivo delle proprie capacità psicofisiche. Si tratta di perseguire uno scopo utile per conoscersi meglio ed evolvere se stessi su piani funzionali come accettazione, volontà, entusiasmo, sicurezza, senso di autoefficacia, sintonia, unità e sviluppo dei propri potenziali personali.
L’ambito nobile di questo processo è senza dubbio psicologia e psicoterapia, discipline che indagano gli stati cognitivi e psicopatologici dell’essere umano, stabilendo diagnosi e percorsi di trattamento psicoterapeutici. Tuttavia, la kinesiologia olistica, soprattutto nelle sue branche [psicoapplicate] può rivelarsi molto utile per favorire il processo di crescita personale ed evoluzione umana mediati dal corpo, negli stati di disagio esistenziale non patologici.
Il livello corporeo studiato dalla kinesiologia olistica applicata è quello espressivo: piano di indagine e conoscenza molto profondo (forse ancora più profondo dell’inconscio/subcosncio…). Sul piano concettuale astratto, si può essere più o meno d’accordo con questa posizione ma su quello oggettivo e pragmatico c’è poco da discutere: il corpo, così manifesto, è l’espressione dinamica dei nostri vissuti, un livello di comprensione e di espressione oltre al conscio e l’inconscio; il livello “corpo espressivo” è la manifestazione sintonica e/o distonica di organismo e psiche dove si manifestano i segni del nostro passato e le intenzioni verso il futuro: lo fa esplicitamente attraverso la postura, il portamento, il comportamento, le azioni; e implicitamente attraverso le tensioni somatiche, gli effettori muscolari, le memorie fascioconnettivali. Per questi motivi la kinesiologia, inserita in un contesto personale di Lavoro su di Sé o come complemento psicologico/psicoterapeutico, si rivela molto utile per conoscere sé stessi, correggere eventuali squilibri somatoemozionali, riallacciare un rapporto equilibrato con le cose del mondo e favorire risorse per l’azione consapevole. Per esempio, comprendendo ed equilibrando gli atteggiamenti posturali e il portamento, si incrementano le risorse energetiche affinché le azioni abbiano un impatto più forte e coerente con ciò che vogliamo veramente; incrementare le risorse affinché l’atteggiamento posturale di guardare il mondo dal basso verso l’alto possa modificarsi per imparare a guardare il mondo dritto negli occhi reggendone lo sguardo. Si tratta di fattori basilari della nostra espressione e/o inespressione che, più forte di ogni parola, manifestano con palese onestà il nostro modo di rapportarci al mondo. Il corpo racconta la nostra storia, un racconto di espressività e inespressività che contiene i segni del nostro passato, i suoi condizionamenti sul presente e le protensioni verso il futuro.
Attraverso opportune metodologie kinesiologiche è possibile facilitare l’espressione dell’inespresso aprendo una strada di autoconoscenza che va oltre alla mera comprensione mentale o cognitiva di se stessi, gettando le basi fondamentali affinché le azioni possano orientarsi con facilità verso gli obiettivi e gli scopi più significativi per noi. Bilanciando direttamente, alla radice, i delicati processi di elaborazione fra sistema cognitivo-pensiero, muscoli-emozioni, comportamento-azione. Il lavoro è diretto perché il procedimento tecnico opera sul e col corpo; “riprogrammando” le vie di comunicazione energetiche, neurologiche e somato-espressive che stanno alla base del processo fondamentale: pensiero->muscoli->azione. Vie di comunicazione ed espressione radicali, preriflessive, su cui si reggono tutti i processi psicofisici e psicologici più raffinati.
Passare da un portamento che sperimenta timidamente il mondo guardandolo dal basso verso l’alto, ad un portamento fiero che guarda il mondo dritto negli occhi, cambia tutto!
Crescita personale con la kinesiologia olistica applicata, ecco alcuni punti rappresentativi che si possono ottenere:
- Attivare un processo di autoconoscenza attraverso il “dialogo” corporeo.
- Potenziare i progressi di un percorso psicologico/psicoterapeutico, come complemento multidisciplinare.
- Favorire la coniugazione integrata fra corpo organico e psiche, riducendo il senso di separazione facilitando la manifestazione del “corpo espressivo”.
- Promuovere un buon livello di flessibilità e adattabilità alle circostanze della vita.
- Sviluppare consapevolezza di azione: poter scegliere e decidere liberamente senza conflitti.
- Migliorare la consapevolezza corporea espressiva.
- Rimuovere le interferenze che ostacolano il processo di comunicazione fluida fra pensiero-muscoli-azione.
- Promuovere un percorso di Lavoro su di Sé personalizzato e che tenga conto del proprio contesto.
- Identificare e correggere le relazioni stressogene delle 5 ferite: rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento, ingiustizia.
- Migliorare il senso di auto-osservazione e auto-ascolto: facilitando i processi dinamici di consapevolezza/azione.
- Promuovere sintonia e unità fra corpo espressivo (Tu) e il mondo: per essere nel mondo, esprimersi liberamente, sperimentare e vivere pienamente, con interesse, le “cose” del mondo.
Articolo di:
Fabio Valenzisi
Bibliografia essenziale:
– D. S. Walters, D.C., “Kinesiologia Applicata – Synopsis” (1993); Ed. Castello.
– R. Barbieri, “Kinesiologia analitica”; Ed. Ilmiolibro.
– L. Marchino – M. Mizrahil, “Il corpo non mente”; Ed. Pickwick.
Le informazioni contenute in questo post non sono indicazioni o prescrizioni mediche, hanno il solo scopo di informare. Al fine di agire nel rispetto del proprio corpo e bene farsi seguire da operatori del benessere accreditati e consultare sempre il proprio medico.
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