
Fastidioso compagno di vita, il dolore cronico costringe dentro una morsa inesorabile molte persone. Compromettendo la qualità della vita e ostacolando la piena esperienza del vivere quotidiano: relazioni, lavoro, famiglia, svago ogni aspetto della vita viene condizionato dal dolore cronico. Vediamo come trovare rimedio attraverso l’orientamento della kinesiologia.
Sono molte le persone che si trovano a dover convivere con un certo grado di dolore cronico: mal di schiena, sciatica, cervicalgia, mal di testa, dolori articolari, rigidità muscolare, alterazioni posturali dolorose; questi sono solo alcuni dei più comuni malesseri cronici cui, a volte in certe circostanze, è difficile trovare sollievo stabile.
E’ sempre più frequente incontrare persone che dopo interminabili ricerche di una soluzione al dolore cronico, non trovandola, devono rassegnarsi a convivere con la sofferenza. Perché accade questo? Il rimedio è possibile oppure no? Per rispondere a queste domande è necessario fare una premessa importante: siamo tutti diversi e il dolore cronico assume connotazioni soggettive uniche, che in certi casi diventano così rilevanti da rendere inefficace quasi tutti gli approcci standard. Per questo motivo la soggettività è la condizione fondamentale che risponde alla prima domanda: il dolore cronico può essere visto come la stratificazione di stress accumulato negli anni. In molte situazioni è proprio la capacità soggettiva di gestione dello stress ad essere di ostacolo al sollievo stabile dal dolore, in questo senso la kinesiologia può rivelarsi un ottimo alleato naturale.
Il rimedio è possibile a patto che si rispettino i tempi soggettivi di recupero dell’organismo, si riducano ai minimi termini eventuali conflitti interiori che incalzano lo stress negativo e la tensione; tenendo conto delle condizioni oggettive di salute in cui si trova la persona: le difficoltà di recupero e l’incapacità di rilassarsi adeguatamente possono peggiorare un quadro doloroso, vanificando ogni tentativo di rimedio; in più ci sono casi dove esistono alterazioni patologiche significative e/o danni strutturali tangibili di cui bisogna tener seriamente conto: come ad esempio l’ernia del disco o più in generale, stati patologici conclamati; condizioni che rendono il recupero dell’equilibrio psicofisico lento e complesso, in certi casi parziale; ma tuttavia migliorabile se si interviene in modo adeguato, ragionevole e con la supervisione del medico.
In sintesi, è necessario tenere conto che nel dolore cronico ci sono condizioni trattabili ma non sempre risolvibili completamente, ma con pazienza e dedizione si possono migliorare in modo drammatico aumentando significativamente la qualità della vita, riconfigurando un livello soddisfacente di benessere.
Perciò è possibile trovare rimedio solo se si tiene conto delle esigenze soggettive di recupero e delle condizioni oggettive in cui si trova l’organismo, della storia clinica del soggetto e collaborando in modo multidisciplinare con il medico. Una volta che queste condizioni sono assolte si potrà elaborare un percorso adeguato di kinesiologia, integrato e complementare, rilevando in che misura lo stress condiziona il problema e quali sono i livelli di priorità su cui agisce, identificando le cause sistemiche del dolore e correggendo le disfunzioni psicofisiche che stanno alla base della cronicizzazione.
I punti più rappresentativi dell’iter kinesiologico per il miglioramento del dolore cronico:
- Identificare e correggere le condizioni posturali antalgiche.
- Allentare gli schemi somatici di tensione posturale, reattivi allo stress reale e/o percepito.
- Riconfigurare l’equilibrio neuromuscolare.
- Favorire le risposte neurovegetative di rilassamento utili alla riduzione del dolore cronico.
- Rimuovere le interferenze sul sistema nervoso.
- Correzione degli squilibri della colonna cervicale e del tratto sub-occipitale.
- Ripristino delle fisiologiche meccaniche spinali relative ai muscoli della regione lombare e pelvica.
- Identificazione e correzione delle disfunzioni pelviche di I°, II° e III° tipo.
- Correzione dei principali sistemi: fasciale, diaframmatico, spinale, cranio-sacrale, sternale, temporo-mandibolare.
- Trattamento delle tensioni tissutali.
- Correzione dei fenomeni di disorganizzazione neurologica e biochimica.
- Bilanciamento dei sistemi fisiologici di ionizzazione e respirazione.
- Identificazione e trattamento del possibile stress surrenalico.
- Rimuovere gli eventuali stress somato-emozionali abnormi.
- Favorire il drenaggio e la disintossicazione.
Articolo di:
Fabio Valenzisi
Bibliografia essenziale:
– D. S. Walters, DC. “Kinesiologia Applicata – Synopsis” (1993); Ed. Castello.
– Thorwald Dethlefsen – Rüdiger Dahlke, Mallatia e destino; Ed. Mediterranee.
Le informazioni contenute in questo post non sono indicazioni o prescrizioni mediche, hanno il solo scopo di informare. Al fine di agire nel rispetto del proprio corpo e bene farsi seguire da operatori del benessere accreditati e consultare sempre il proprio medico.
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