
Le procedure kinesiologiche di correzione si basano su manualità particolari, come la digitopressione, la stimolazione di punti riflessi, il massaggio profondo dei tessuti e dei muscoli, tecniche specifiche di stiramento muscolare e mobilizzazione articolare: queste sono alcune delle categorie generali su cui si strutturano i metodi manuali di lavoro sul corpo in kinesiologia olistica applicata.
La tecnica del CIA stretch può essere considerata il metodo base per il trattamento manuale dei muscoli e della postura in kinesiologia. Essa consiste nella stimolazione profonda delle fibre muscolari e dei tendini: in particolare dei fusi neuromuscolari, recettori nervosi specializzati nella registrazione della lunghezza muscolare. CIA sta per “common integrative area” – area comune integrativa – una specifica area del cervello che ha lo scopo di integrare le interpretazioni sensoriali delle aree associative e gli impulsi da altre aree consentendo la formazione di pensieri basati su un’ampia varietà di input sensoriali; trasmettendo quindi segnali ad altre aree del cervello, per effettuare risposte appropriate ai segnali sensoriali che ha interpretato. Pertanto, la tecnica CIA Stretch sfrutta questo processo di consapevolezza cerebrale per riprogrammare la muscolatura, cioè facilitando l’integrazione di nuove informazioni sensoriali più adeguate per i muscoli, e “cancellando” quelle inadeguate allo scopo di ridurre il dolore di origine posturale e migliorare l’assetto della postura.
Di fatto il dolore di origine posturale nasce dall’inappropriata percezione sensoriale costituita dalla funzione propriocettiva recettoriale dei muscoli, dall’interpretazione sensoriale del cervello e dai processi cognitivi di pensiero associati. In altri termini, il dolore posturale emerge dall’alterazione della consapevolezza corporea. Il CIA Stretch mira proprio a ristabilire una consapevolezza corporea, riattivando la percezione sensoriale in modo da favorire i processi di riorganizzazione sensoriale, propriocettiva e cognitiva.
IL METODO IN PRATICA
Attraverso la stimolazione di precise zone del muscolo – i fusi neuromuscolari – si informa l’area comune integrativa della tensione muscolare scorretta, affinché i parametri di tonicità del muscolo vengano normalizzati: in questo modo, tramite la stimolazione profonda dei recettori muscolari, il sistema nervoso può ricevere delle informazioni sensoriali relative al grado di tensione e attivare risposte appropriate per ristabilire un grado di tensione più adeguato.
In particolare i muscoli posturali come i polpacci, ischiocrurali, paravertebrali, trapezio superiore, spesso manifestano alterazioni della loro funzione contrattile. Rigidità, tensione eccessiva, fibrotizzazione tissutale sono caratteristiche comuni delle disfunzioni del tono muscolare: caratterizzate da scarsa elasticità e da conseguenti squilibri della postura accompagnati a dolore sia nei muscoli in questione, sia di aree posturali chiave, come ad esempio quella lombare e/o cervicale. Proprio per questi motivi il CIA stretch è una tecnica fondamentale per ridurre le compensazioni posturali dolorose e riportare in equilibrio il sistema sensoriale che governa la tonicità muscolare.
Con questa premessa possiamo facilmente constatare come il concetto di “contrattura muscolare” sia spesso soggetto a interpretazioni errate: generalmente si pensa che una contrattura sia una questione locale, relativa solo alla zona in cui è situata. È vero che un trauma, l’eccesso di stiramento o contrazione di un muscolo può provocare la così detta contrattura o distrazione muscolare, tuttavia spesso si tratta di problemi la cui causa è facilmente riscontrabile in un evento traumatico scatenante o un eccessivo sforzo fisico; come accade per esempio negli sport, ambito da cui deriva la conoscenza comune e le credenze sommarie su questo argomento. Le cose sono un po’ più complesse di così, soprattutto quando si tratta di problemi cronici dove l’alterazione della tonicità muscolare non è la conseguenza di un evento traumatico, ma si sviluppa inesorabilmente nel tempo attraverso lo sviluppo di posture antalgiche e/o atteggiamenti posturali scorretti. Queste situazioni sono per lo più caratterizzate da delle alterazioni muscolari sistemiche di tipo propriocettivo/sensoriale: nel tempo il sistema nervoso perde i punti di riferimento del tono adeguato dei muscoli, interpretando come “normale” un tono che non lo è. La comunicazione fra fusi neuromuscolari e cervello è alterata, pertanto di crea un circolo vizioso che altera i parametri di consapevolezza corporea e della postura. In queste situazioni massaggiare un muscolo per “sciogliere” la contrattura serve a poco, nella migliore delle ipotesi otteniamo un sollievo temporaneo per poi ritrovarci dopo alcuni giorni punto e a capo. La soluzione quindi sta nel riportare il sistema sensoriale al giusto grado di consapevolezza propriocettiva; il CIA stretch serve ad ottenere questo: “resetta” il sistema sensoriale affinché la comunicazione fra muscoli e cervello torni in equilibrio assieme alla postura. In questo modo il corpo si trova nelle condizioni più favorevoli per essere corretto e stabilizzato con le tecniche adeguate di kinesiologia, allo scopo di favorire i suoi naturali meccanismi di mantenimento della postura corretta e stabilizzarli.
LA TECNICA DEL CIA STRETCH SI SVILUPPA IN TRE FASI
- Stimolazione tendinea dell’origine e inserzione muscolare.
- Stimolazione fusale del ventre muscolare – dei fusi neuromuscolari -.
- Stiramento – contrazione – stiramento del muscolo.
Questa sequenza viene ripetuta più volte finché non si apprezza alla palpazione un sufficiente rilascio della tensione e del dolore muscolare; con il conseguente incremento dell’elasticità e mobilità della zona trattata. I benefici del CIA stretch sono evidenti fin da subito: alla fine della sessione di trattamento la persona può già apprezzare maggior mobilità e fluidità dei movimenti, meno tensione generalizzata, allentamento del dolore locale, il miglioramento dell’assetto posturale e dalla percezione di sé nello spazio.
Le ricerche condotte dai kinesiologi NovaTehrapy hanno evidenziato l’efficacia oggettiva di questo metodo sottoponendo centinaia di persone a misurazioni su pedana stabilometrica, prima e dopo il trattamento, riscontrando un effettivo miglioramento dei parametri posturometrici di riferimento.
Nella pratica kinesiologica professionale si utilizza spesso questa metodologia, otre che per gli effetti immediati nella riduzione del dolore e della tensione muscolare anche come approccio metodologico di base per ridurre le compensazioni posturali e le interferenze sensoriali relative ed esse; condizione necessaria per poter applicare con successo correzioni più specifiche tramite l’applicazione dei [test muscolari kinesiologici].
Articolo di:
Fabio Valenzisi
Bibliografia essenziale:
– D. S. Walters, D.C., “Kinesiologia Applicata – Synopsis” (1993); Ed. Castello.
– G. Pagliaro, “Kinesiologia applicata, teoria e pratica” (2016); Ed. Tecniche nuove.
– R. Dujany, “Teoria e impiego pratico della kinesiologia applicata” (2003); Ed. Tecniche nuove.
Le informazioni contenute in questo post non sono indicazioni o prescrizioni mediche, hanno il solo scopo di informare. Al fine di agire nel rispetto del proprio corpo e bene farsi seguire da operatori del benessere accreditati e consultare sempre il proprio medico.
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